Micro Roastery Boutique

Conversazione con l'autore di Micro Roastery Boutique: Fulvio Manuello

Cosa mi ha insegnato scrivere questo libro

Conversazione con Fulvio Manuello, autore di Micro Roastery Boutique - La giusta motivazione

 

Il libro nasce da un’idea e, mentre lo si scrive, diventa qualcosa di diverso.

Micro Roastery Boutique – La giusta motivazione nasce dall’esperienza maturata da Fulvio Manuello nel mondo del caffè e nel laboratorio Coffeel. Ma pagina dopo pagina il racconto della Micro Roastery diventa anche una riflessione sulla motivazione, sulla coerenza, sulla qualità e sul significato stesso di fare impresa.

Abbiamo voluto rivolgere a Fulvio una domanda molto semplice.

 

Fulvio, cosa ti ha insegnato scrivere questo libro?

Pensavo di scrivere un libro sulla mia esperienza nel mondo del caffè.

Scrivendolo, mi sono accorto che stavo raccontando soprattutto un cambiamento.

Mettere nero su bianco questi anni mi ha costretto a fermarmi, guardarmi indietro e dare un significato anche a tanti passaggi che, mentre li vivevo, consideravo semplicemente parte del lavoro quotidiano.

Ho capito che l’esperienza non è soltanto ciò che ci accade.
È ciò che decidiamo di farne.

 

Nel libro ritorna spesso il concetto di qualità. È cambiato il tuo modo di interpretarla?

Sì. Probabilmente è una delle consapevolezze più importanti che mi ha lasciato questo percorso.

Nel nostro settore parliamo continuamente di qualità: origine, varietà botanica, processo, tostatura, estrazione.

Sono tutti elementi fondamentali.

Ma oggi sono ancora più convinto che la qualità non cominci dal prodotto. Comincia dalla motivazione di chi decide di occuparsene.

Possiamo avere un caffè verde straordinario, una tostatrice tecnologicamente evoluta e grandi competenze. Ma se manca un perché autentico, rischiamo di possedere tutti gli strumenti senza avere una direzione.

 

E cosa ti ha insegnato il caffè?

Prima di tutto il rispetto.

Quando hai davanti un chicco di caffè verde devi ricordarti che il tuo lavoro arriva dopo quello di molte altre persone.

Qualcuno ha coltivato quella pianta, raccolto le ciliegie, lavorato il caffè, selezionato i chicchi e fatto viaggiare quella materia prima per migliaia di chilometri.

La tostatura non dovrebbe cancellare tutto questo.

Dovrebbe cercare di interpretarlo.

È forse questa la consapevolezza che più di ogni altra ha trasformato negli anni il nostro modo di lavorare in Coffeel.

 

E l’impresa, invece, cosa ti ha insegnato?

La responsabilità.

Fare impresa significa certamente avere un’idea e cercare di trasformarla in qualcosa di sostenibile. Ma significa anche assumersi la responsabilità delle proprie scelte, delle persone con cui si lavora e della promessa che facciamo al cliente.

Per questo nel libro parlo molto di coerenza.

La qualità non può essere soltanto dichiarata. Deve essere riconoscibile in quello che facciamo ogni giorno.

 

C’è qualcosa che hai scoperto di te mentre scrivevi?

Che avevo bisogno di fermarmi.

Quando sei dentro un progetto guardi quasi sempre avanti: il prossimo cliente, il prossimo caffè, il prossimo problema da risolvere, il prossimo obiettivo.

Scrivere mi ha obbligato a voltarmi.

E guardando indietro ho capito che anche gli errori, i momenti difficili e alcune scelte che inizialmente sembravano sbagliate hanno contribuito a costruire ciò che siamo oggi.

Non cancellerei quelle difficoltà.

Fanno parte del percorso.

 

A 61 anni, questo libro rappresenta quindi un punto di arrivo?

No.

Ed è forse questa la scoperta più bella.

Non sento di aver scritto un libro per dire: “Ecco quello che ho fatto”.

Preferisco pensare di averlo scritto per dire: “Ecco quello che ho imparato fin qui.”

C’è una differenza enorme.

Perché la prima frase guarda al passato. La seconda lascia aperto il futuro.

Ho ancora curiosità, progetti e soprattutto voglia di imparare.

 

Se dovessi lasciare al lettore una sola riflessione, quale sarebbe?

Gli chiederei di fermarsi per un momento e domandarsi:

“Perché sto facendo quello che faccio?”

Non “cosa voglio ottenere”.

Non “quanto voglio crescere”.

Prima ancora: perché?

Perché credo che quando troviamo una risposta autentica a quella domanda diventi più semplice scegliere cosa fare, a cosa rinunciare e soprattutto rimanere coerenti quando arrivano le difficoltà.

È da qui che nasce il titolo La giusta motivazione.

 

E oggi, dopo averlo scritto, qual è la tua motivazione?

Continuare a condividere.

Il caffè è stato uno straordinario strumento di cambiamento nella mia vita. Mi ha permesso di incontrare persone, conoscere territori, sbagliare, imparare e ricominciare.

Oggi sento il desiderio di restituire almeno una parte di quello che questa esperienza mi ha dato.

Attraverso Coffeel, attraverso la Coffee Experience e adesso anche attraverso questo libro.

Perché ho capito che la motivazione più autentica non è quella che ci permette semplicemente di raggiungere un obiettivo.

È quella che, una volta raggiunto, ci fa venire voglia di ripartire.


Micro Roastery Boutique – La giusta motivazione
di Fulvio Manuello

 

Un viaggio attraverso caffè, impresa, esperienza e trasformazione personale. Non soltanto il racconto di come nasce una Micro Roastery, ma una domanda rivolta a chiunque abbia un progetto da realizzare:

Qual è la tua giusta motivazione?

 

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